SEMPLICEMENTE GRAZIE

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Grazie per questo cielo non sempre sereno che scopro quando chiudo gli occhi.

Grazie per le ore di luce e quelle dell’ansia che non s’arresta.

Grazie per questa capacità di gustare che ho sulla pelle, sui nervi.

Grazie per tutte le case dove il mio cuore ha trovato dimora.

Grazie per questa voglia di cercare azzurro e pace che non s’arrende mai.

Grazie per la gratitudine che provo!

 

 

 

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ATAYEF

Atayef è un dolce tipico del mondo arabo preparato principalmente durante il Ramadan. Ho sbirciato questa ricetta da un bellissimo libro di cucina araba di Francesca. E’ per sua natura un dolce quasi vegano (fatta eccezione del mezzo bicchiere di latte che ho sostituito con del latte di mandorle), semplice e poco zuccherato, ma la presenza dei datteri medjoul lo rendono squisitamente appagante. Ho personalizzato un po’ la ricetta. Il risultato mi ha soddisfatta e quindi dedico questa preparazione a mia figlia. Come ho anticipato l’ingrediente principe del ripieno è il dattero medjoul.

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Questi gli ingredienti dell’impasto:

  • 2 bicchieri di farina di semola di grano duro
  • 1 bicchiere di farina integrale di avena
  • 1/2 bicchiere di latte di mandorla autoprodotto
  • 3 bicchieri di acqua
  • 1 bustina per dolci di cremor tartaro
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • un pizzico di sale

In una ciotola miscelo tutti gli ingredienti secchi: farine, zucchero, lievito e sale. In un’altra ciotola miscelo il latte e l’acqua che vado gradualmente ad aggiungere agli ingredienti secchi fino ad arrivare ad una pastella omogenea e abbastanza liquida. La lascio riposare per 30 minuti.

Ingredienti per il ripieno:

  • 22 datteri medjoul
  • un cucchiaino di cannella in polvere.

Nel frattempo lavo con acqua tiepida i datteri, li privo dei noccioli e li faccio a pezzetti. Li metto in una ciotola con la cannella e con una forchetta amalgamo bene bene.

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Trascorsi i 30 minuti mescolo ancora bene l’ impasto con una frusta.

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Mettere sul fuoco e scaldare bene una placca da pancake leggermente unta di olio evo. Versare un piccolo mestolo per quante volte ne può contenere. Per me sono state 4 pancake alla volta.

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La particolarità di queste frittelle è che non vanno girate. Quando appaiono questi buchini si abbassa un po’ la fiamma e si lascia cuocere per almeno un altro minuto. Quando ci rendiamo conto che non è più liquida in superficie si toglie dalla placca con una spatola. Operazione da fare con cautela cercando di non romperle. Sono aderenti alla placca e nello stesso tempo abbastanza fragili. Ne ho ricavate 32.

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Ora con una cucchiaino imbottiremo queste pancake, schiacciandole poi tra le mani per farle aderire al dolce ripieno. Li pongo ora in una teglia che metto nel forno a 180° per 10 minuti.

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Si può addolcire ancora un po’ con un filo di miele, oppure no. Questo secondo il gusto personale. Vanno serviti tiepidi.

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Trovo questo dolce adatto al mattino , ma si può gustare in ogni momento della giornata.

Buon atayef a tutti!

GELATINA DI FIORI DI SAMBUCO

Come fermare il profumo dei fiori di sambuco!?!

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Ci ho provato con questa gelatina. Il risultato mi ha convinta. Profumo, colore e consistenza. La ricetta mi è stata ispirata dalla bella Andrea. Dedico questa mia versione a lei.

Ingredienti:

  • 150 gr. circa di fiori freschi di sambuco
  • 2 litri di succo di mela biologico
  • 400 gr. di zucchero di canna biologico
  • un limone (succo e buccia)
  • 40 gr. di agar agar
  • mezzo bicchiere di rum

Ho raccolto i fiori di sambuco vicino all’Eremo di Quorle nel Casentino. Il loro profumo è intenso e delicato nello stesso tempo, come le emozioni che questo posto mi suscita.  Circa 150 grammi, ma non so con esattezza perché mi sembrava irriverente pesarli!!! Li metto a fare il bagnetto nel succo di mela e lì li lascio per un giorno ed una notte.

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Prendo una sacca di tessuto a maglie fini e strizzo bene i fiori avendo cura però prima dell’operazione di strizzaggio di prelevare un po’ di questi delicati, splendidi fiorellini. Metto in una pentola il succo, i fiorellini che ho messo via, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone ed anche il succo, la polvere di agar agar e il rum.

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Mescolo bene con una frusta e pongo sul fuoco per lasciar bollire il tutto per circa 5 minuti. Poi spengo e quando ancora il liquido è bollente lo metto nei vasetti precedentemente lavati e asciugati. Chiudo bene e capovolgo il vasetto fino a che non è freddo per creare il sottovuoto.

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Questa deliziosa gelatina si può gustare come una marmellata, per dolcificare tisane o crearvi delle squisite bevande estive dal sapore di primavera!

 

LA TORTA DELLE ROSE

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Una torta bella e profumata come una mazzo di rose. Mi sono molto divertita a farla e anche mangiarla non è stato male!!!
Ingredienti:

  • 450 gr. di farina “0”
  • 100 gr. di pasta madre
  • 200 gr. di latte di cocco
  • 90 gr. di olio evo
  • 90 gr. di zucchero di canna
  • la buccia grattugiata di un limone biologico
  • la buccia grattugiata di un’arancia biologica
  • un cucchiaino di vaniglia in polvere

La sera prima in una ciotola sciolgo la pasta madre nel latte di cocco. In un’altra ciotola metto la farina, lo zucchero, le bucce grattugiate, la vaniglia. Vi verso poi il contenuto della prima ciotola e amalgamo gli ingredienti mettendo per ultimo l’olio. Passo il tutto sulla spianatoia e impasto per qualche minuto. Copro l’impasto con una ciotola e dopo un paio d’ore faccio la prima serie di pieghe e dopo un’altra ora un’altra serie di pieghe. Ripongo poi l’impasto dentro una ciotola e lo lascio tranquillo a lievitare per tutta la notte in un posto lontano da correnti d’aria, io di solito lo ripongo dentro il forno spento. Al mattino stendo con un mattarello il mio impasto fino ad ottenere un bel rettangolo alto circa un centimetro. A questo punto devo pensare al ripieno. Io ho utilizzato della marmellata di pere e cannella fatta da me, delle mandorle tostate e sminuzzate, albicocche e fichi secchi lavati, asciugati e fatti a piccoli pezzi. Dispongo il tutto in maniera più o meno uniforme sul rettangolo di pasta.

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Arrotolo il rettangolo e lo taglio in alcuni pezzi di uguale lunghezza. Dispongo poi i pezzi di rotolo verticalmente a formare il mazzo di rose dentro uno stampo da forno.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALascio poi lievitare ancora la mia torta per almeno altre 4 ore. Inforno a 190° per circa 40 minuti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERABuona appetito e buona pasqua!

 

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