Perché il blog

Qualche giorno fa ho visto l’ultimo film di Sorrentino “la grande bellezza”. Il bravo Roberto Herlitzka veste i panni di un uomo di chiesa che più che pensare alla spiritualità impartisce lezioni di cucina agli astanti che non sono affatto interessati. Il cibo è gioia quasi per tutti, ma non tutti amano cucinare o anche solo parlare di cucina. Per me non è così.  Amo cucinare e parlare di cucina, ma detesto essere sopportata. Penso che in questo posticino potrò scialare e sfogarmi ben bene senza tediare nessuno.

Per me la cucina è gioia e quindi altamente terapeutica. Mi rifugio sovente nel ventre caldo della cucina. Da quando ero piccola è sempre stato così. Il posto più caldo della casa, vicino a mia madre che in modo concitato era spesso alle prese con sughi e polpette. Tepore, profumi e colori.L’azione che si trasforma in manicaretti succulenti. Così mia madre mi nutriva di cibo e d’amore. Ci sono molti modi per esprimere l’amore, per un uomo, i figli, la vita. Parte dell’amore che è in me mi attraversa e fluisce dalle mie mani che si muovono operose in cucina per produrre cibo appetitoso e sano.

E’ bello sedersi a tavola per mangiare cose che ci piacciono e nello stesso tempo sapere che ci fanno anche bene, ci nutrono nel modo più giusto ed equilibrato. Io cucino di tutto, ma sono ormai quasi completamente vegana. Ci sono scivolata in modo naturale, senza forzature.

Non si dovrebbe iniziare con il dolce, ma io lo farò lo stesso. Queste ciambelline sono molto buone e come dice Leandro bisogna stare attenti perchè creano assuefazione.

CIAMBELLINE AL VINO BIANCO E SEMI DI ANICE

– 1 bicchiere di vino bianco
– 1 bicchiere di zucchero di canna integrale
– 1 bicchiere di olio evo
– 600/700 gr. di farina “0”di cui 100 grammi integrale
– 1 cucchiaino di semi di anice
– 1 pizzico di sale
– zucchero di canna grezzo o semi di papavero per decorare

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Preparazione:

In una capiente insalatiera versare il vino, lo zucchero, l’olio e i semi di anice. Girare con un
cucchiaio, aggiungere un pizzico di sale e un po’ di farina. Impastare con una forchetta e continuare ad aggiungere farina. Quando l’impasto sarà un po’ meno fluido, continuare ad impastare con le mani. Aggiungere farina fino ad ottenere un impasto consistente, ma morbido (troppa farina renderà le ciambelline dure).
Staccare dei pezzi dall’impasto  grandi più o meno come un’albicocca, stenderli a cannoncino e chiuderli a formare una ciambella premendo bene sul punto di congiunzione.
Premere poi un lato di ogni ciambella sullo zucchero grezzo o i semi di papavero. Disporre le ciambelline su una teglia rivestita di carta-forno, con la superficie zuccherata verso l’alto.
Quando saranno tutte pronte, mettere la teglia nel forno e cuocere ad una temperatura di circa 180°C per un tempo di 25/35 minuti. Il tempo di cottura varia a seconda della grandezza delle ciambelle.
Le ciambelle non contengono lievito perciò non tenerle troppo a lungo nel forno se non si vuole che diventino troppo dure.

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8 pensieri su “Perché il blog

  1. La mia amica Verena è davvero commovente quando prepara i suoi piatti. Mette Amore e Attenzione “in e ad” ogni ingrediente e il risultato finale ” l’armonia dei componenti” è sempre stupefacente. Nutrirsi con il cibo preparato dalle sue mani fa bene non soltanto alla gola e allo stomaco, ma all’intero corpo; Come una sapiente alchimista, Verena sa trasformare il “piombo” in “oro”!
    Detto questo, concordo con Leandro, ma allargherei il suo consiglio a tutta la sua cucina, non soltanto alle ciambelline ….. “Attenzione!!! Da assuefazione!!!!!”
    Voglio proprio provare a rifare la tua crostata.Ti farò sapere !!!

  2. …scopro per caso questo blog e dall”assuefazione di Leandro’ mi rendo conto con sorpresa che e’ il TUO BLOG! … dopo un po’ risalendo la pagina intravedo i tuoi occhi… E felice penso … sissi’, e’ proprio lei … Evviva! …. A me delle ricette importa poco ….si sa … Così pure della cucina…..ma la tua capacità di scrittura unita a quella altrettanto preziosa di preparare manicaretti buoni e sani appaga il mio senso estetico…così, anche ‘a distanza’! Grazie 😄dovreste conoscere il PANE DI VERENA…

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